Paranormale, scienza, e CICAP
Si sente spesso ripetere, a proposito del paranormale, che la scienza non è in grado di indagarlo, di studiarlo.
Questa affermazione la sento spesso fare a proposito del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale.
"Il paranormale non può essere controllato dalla scienza" affermano certuni, "perciò il CICAP non è in grado di svolgere alcuna indagine seria: non ha gli strumenti, non ha le competenze, non sa neppure cosa potrebbe o non potrebbe trovare; è come se un cavernicolo volesse capire le armi da fuoco".
Questa obiezione, messa così, è esatta... nel senso che il CICAP non è in grado di effettuare controlli
sul paranormale.
Ma è anche un'obiezione del tutto infondata, perché il CICAP non ci prova neppure, a effettuare controlli sul paranormale: come chiunque può capire dal nome, il CICAP controlla
le affermazioni sul paranormale.
La stessa cosa? No,
non è affatto la stessa cosa. C'è la stessa differenza che passa fra essere bello, ricco ed intelligente, ed
affermare di essere bello, ricco ed intelligente. Chiunque può
affermarlo.
E venendo al paranormale, le
affermazioni sul paranormale non sono necessariamente paranormali: se io affermo di poter materializzare un coniglio vivo, la scienza magari non saprà spiegare il come ed il perché; ma qualunque scienziato... anzi, anche qualunque non scienziato... sarà in grado di verificare la mia affermazione. Perché se il coniglio vivo compare, la mia affermazione sarà vera; se non compare, sarà falsa.
Per controllare il "chirurgo psichico" che afferma di guarire i tumori pregando Yog-Sothoth e cantilenando il blasfemo Aklo di Sabaoth non è necessario essere esperti di demonologia, avere letto il proibito Necronomicon, o essere biologi molecolari od oncologi. E' sufficiente fare una radiografia al paziente prima e dopo: se il tumore si vede ancora, il chirurgo psichico ha fatto un'affermazione falsa.
E, del resto, anche coloro che si recano dal chirurgo psichico per guarire non hanno il minimo interesse nel "paranormale": per loro conta un risultato, e questo risultato può essere verificato da chiunque; anche dal paziente stesso. Banalmente, se muore lo stesso di tumore, significa che la cura non ha funzionato...
A questo proposito sottolineo un giochetto piuttosto disgustoso praticato da certi "fan interessati" del paranormale, che è il seguente. Le domande "esiste, il paranormale?", e "funziona, il paranormale?" sono domande
diverse. Non tutto ciò che esiste funziona, nel senso di essere sfruttabile praticamente. In teoria esiste un motore capace di portarci su Marte, in pratica per tutta una serie di motivi su Marte per ora non ci possiamo andare (non vivi e speranzosi di ritornare a casa, che è un po' il nocciolo della questione).
Be', questi disgustosi personaggi confondono allegramente le carte in tavola - e non lo fanno mica gratis! - ricordando una serie di elementi in favore dell'
esistenza del paranormale (per es., gli esperimenti del PEAR, a Princeton, dove
forse una influenza paranormale sposta una probabilità del 50% sul 50.00027%), e usandoli non troppo sottilmente per far passare il messaggio che il paranormale
funzioni "commercialmente".
Una persona disperata che si rivolge al mago non credo che lo faccia perché vuole che quell'1% di probabilità di guarire, o di ritrovare il perduto amore, o il figlio scomparso, aumenti dello
ZERO virgola
ZERO ZERO ZERO tre per cento. Quando sentono "il paranormale
esiste", i potenziali gonzi paganti pensano "da zero al ventisette per cento", non "da zero allo zero virgola zero zero zero ventisette". Matematicamente,
entrambe le variazioni indicano un aumento infinitamente grande, ma uno è vendibile, e uno no.
Ora, la scienza può studiare se il paranormale
funziona o no? Certamente può farlo, e con grande facilità,
quando e se il "funzionare" afferisce a fenomeni fisici, tangibili, direi quasi
volgari, nel "regno del ventisette per cento": il vivere o il morire, il vincere o meno al Totocalcio, il trovare o meno un lavoro. Queste sono tutte cose che possono essere "indagate" anche dalla proverbiale casalinga di Voghera. Lo può fare con grande difficoltà quando i fenomeni appartengono al regno dello "zero virgola zero zero zero ventisette": lì sì, c'è bisogno di lunghi
trial, grande attenzione, e tempi anche biblici prima di distinguere lo zero ("non c'è effetto") dal famoso 0.00027 ("c'è effetto").
Lo stesso si applica per chi prevede il futuro, o chi vede cose lontane, o chi legge il pensiero: la scienza forse non è in grado di spiegare o indagare come accade. Anzi, diamolo per certo: la scienza
non è in grado di spiegare né indagare come questo succeda. Però chiunque - non "la scienza", ma proprio _chiunque_ ci si provi - può controllare ed indagare
se questo succede, e con un po' di studio può perfino stimare _se_ i fenomeni si verificano più o meno spesso di quanto il caso consentirebbe.
Il paragnosta con l'antenna Lecher afferma di individuare i nodi di Hartmann, che nessuno strumento scientifico può individuare.
E invece no: lo strumento
c'è. E' il paragnosta con la sua antennina.
Si prendono due paragnosti, e si fanno individuare al primo cinque o sei nodi su un pavimento a piastrelle numerate, segnando su un foglio i numeri delle piastrelle dove ci sono i nodi. La stessa cosa si fa fare al secondo paragnosta.
Se i due fogli riportano numeri diversi, uno dei due ha fallito.
Con qualche accorgimento, è possibile far stendere a un solo paragnosta un secondo foglietto relativo allo stesso pavimento, e vedere se le mattonelle indicate (che nel frattempo avranno avuto i numeri cambiati, si capisce) sono sempre le stesse.
Così abbiamo ridotto il problema di verificare la meccanica dei nodi di Hartmann al problema di verificare se due elenchi di numeri sono uguali o no. Non ci vuole una laurea per farlo. Ma quando l'esperimento diventa così semplice e implacabile, l'unico effetto paranormale che si verifica con predicibilità scientifica sembra essere la scomparsa del paragnosta.
Edit Page -
Page Revisions -
WikiHelp -
SearchWiki -
RecentChanges
Page last modified on June 18, 2008, at 02:46 PM